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Avvocati: la riforma del decreto Bersani pg 27 Corriere della Sera del 23.07.2006 www.corriere.it
Pietro Ichino (Corriere , 12 Luglio) ha sollevato due tematiche principali: la prima che la forma di protesta tipica dell’avvocatura qual’è l’astensione, disciplinata sia sul piano legislativo sia su quello deontologico, non sarebbe applicata appieno da qualche iscritto per assecondare proprie convenienze personali; trattasi di un malcostume che non può più essere ignorato: è opportuno, anziché alzare le barricate che nulla producono, fare autocritica ed iniziare sin da subito ad operare quello che si sarebbe dovuto fare da tempo, ovvero un controllo ferreo del rispetto della deontologia.
La seconda questione riguarda invece le modalità di esercizio dell’astensione che non arrecano alcun danno agli astenuti, in quanto i diritti dell’udienza rinviata gravano sul cliente senza dimenticare che l’avvocato, nel suo studio, continua ad espletare la propria attività con l’esclusione quindi di alcun pregiudizio economico. Noi giovani legali dell’A.N.P.A. non abbiamo aderito ai dodici giorni di astensione proclamati perché appoggiamo le riforme contenute nel decreto Bersani: siamo favorevoli all’abolizione delle tariffe minime che favorisce i Giovani Avvocati perchè è ovvio che, a parità di tariffe predeterminate ed inderogabili, i clienti siano indotti a scegliere l’avvocato già affermato, e condividiamo l’assunto che il compenso al legale sia commisurato al risultato della causa, la qual cosa avrà il pregio di innalzare qualitativamente la prestazione legale. L’abolizione del divieto del patto di quota lite permetterà ai soggetti deboli, in possesso di una buona causa ma privi di risorse economiche, di potersi avvalere della prestazione di studi legali prestigiosi senza dover attingere ad un nome nelle liste del gratuito patrocinio, con un notevole risparmio per le già martoriate casse dello Stato. E’ indubbio inoltre che l’abbattimento del divieto di pubblicità garantirà a tutti gli avvocati di far conoscere meglio la propria formazione professionale ai potenziali clienti, così come le associazioni o società interdisciplinari permetteranno agli iscritti di diverse categorie professionali di unire le proprie sinergie, ottimizzare i costi, fornire una risposta completa al cliente, e soprattutto di essere veramente competitivi di fronte agli studi internazionali dei colleghi europei e d’oltre manica. Noi pertanto, quale unica associazione forense rappresentante le giovani leve dell’avvocatura non presieduta da un avvocato cassazionista, insistiamo per la conversione del decreto legge n.223/2006senza modifiche.
Avv. Maria Gualdini Vice-Presidente Vicario "A.N.P.A.- Giovani Legali Italiani" Fonte: pg 27 Corriere della Sera del 23.07.2006
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