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E’ in atto una campagna di disinformazione, priva di fondamento, relativa al diritto d’autore all’interno della quale la Siae assumerebbe un ruolo punitivo nei confronti della didattica. Ciò è assolutamente falso. La legge italiana sul diritto d’autore, più volte rinnovata e comprendente anche i dettati delle direttive europee, prevede libere utilizzazioni in casi di specifico utilizzo accuratamente didattico definito e ben limitato, sulla falsariga di quanto avviene in Europa. Non bisogna dimenticare che la Società Italiana degli Autori e degli Editori opera su preciso mandato dei suoi associati, autori ed editori per tutelare economicamente le loro opere. E a questo preciso impegno, la Siae non può venir meno. Di Siae e società omologhe gli autori (più o meno famosi) o i loro eredi ci vivono. Anzi sicuramente in molti casi, i diritti derivati dallo sfruttamento delle opere sono appena sufficienti per molti eredi, a tenere “didatticamente” e non solo, in vita la memoria d’un artista. Si pensi alle spese di manutenzione , aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea; alla necessità di tutelare anche legalmente le opere autentiche dai falsi. Il diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del lavoro, non un balzello. E’ il salario di chi compone una canzone, scrive un romanzo, crea un film… Nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare, ad esempio la didattica. Perché la rete non dovrebbe rispettare i diritti d’autore, mentre gli editori, anche quelli scolastici, che pubblicano libri con immagini tutelate, corrispondono regolarmente questi stessi diritti agli autori e a chi li rappresenta (in Italia la Siae)? Questi ultimi possono anche richiedere di verificare l’utilizzo che può dar luogo a manipolazioni o ad accostamenti impropri. Un quadro per esempio può subire trasformazioni che lo alterano, può venire modificato, o ridotto in un puzzle o essere accostato a pubblicità o a pubblicazioni che l’autore rifiuta (per es.un quadro di Guttuso utilizzato come copertina di Mein Kampf di Hitler). In riferimento alle immagini utilizzate recentemente da un sito, autodefinitosi didattico, la Siae non ha denunciato nessuno, ma ha agito doverosamente secondo il suo mandato per far rispettare il diritto d’autore. Chiunque immette in rete opere tutelate dovrebbe, sapere che vanno corrisposti diritti. Inoltre bisogna specificare la differenza fra un sito didattico e un sito culturale. Non basta che sia un professore a gestire un sito.
Didattico è un servizio limitato alla cerchia degli studenti, delle famiglie e dei professori con un’attività ben precisa e scandita. Per esempio i siti universitari e scolastici che fanno didattica offrono filtri come lo username per utilizzare materiale specifico ecc… Diverso il caso del servizio culturale invece aperto a tutti che offre riviste, libri, pubblicazioni e siti. E’ chiaro che in questo caso venga corrisposto, sia pure in forma minima, il diritto d’autore. Un sito che si definisce didattico, da tutti usufruibile, può contenere indicazioni del tipo “Gli alberghi della Riviera Romagnola”, “Come perdere 3 chili in 3 giorni” o “Incontriamoci”? Si tratta di pubblicità che è presumibilmente fonte di guadagno e che ha un valore economico. La Siae verifica se lo scopo di lucro, anche indiretto, nello sfruttamento di opere altrui non esista davvero. Un esempio, in altri campi, è il concerto gratuito, pagato dallo sponsor che paga i tecnici, gli strumentisti, il personale ecc. Il principio fondamentale è che quando si utilizza il lavoro di un altro, qualsiasi sia lo scopo, questo lavoro va onorato e rispettato. Per le riproduzioni a stampa, per l’ utilizzo in radio, televisione, dal vivo e anche su internet. Come detto, la legge italiana sul diritto d’autore, redatta nel 1941, continuamente aggiornata a seguito di Direttive Comunitarie che hanno armonizzato fra loro le legislazioni europee, prevede eccezioni al pagamento del diritto d'autore, giustamente delimitate con pagamenti ridotti (come nel caso della didattica ben definita e riconoscibile) e, infine, l’utilizzo di parti un’opera; non, logicamente, la sua riproduzione integrale. Questo genere di utilizzazioni però presuppone una ristretta cerchia di utenti, come appunto i siti intranet delle scuole. Altrimenti, per es. da un sito web “didattico” dedicato alla storia della musica, aperto all’ intero mondo, si potrebbe scaricare l’ intera discografia mondiale e da quello dedicato alla storia del cinema, tutti i film in circolazione. Con buona pace degli autori e di tutti coloro che lavorano nel campo della creazione dei contenuti. Fonte: siae.it
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